Diary


A volte basta avere un foglio e una matita per sognare... 
    
                                                                
Per Vincenzo Dente, il richiamo dell’arte è una predisposizione naturale.                 
La sua è una personalità dualistica; forse avvallata da varie combinazioni: segno zodiacale “I Gemelli”, è nato il giorno 22, e doppia è strada che segue perché scrive e dipinge. Questo carattere dualistico, sempre in coabitazione, porta al subitaneo istinto di imporsi in silenzio, ed osservare, e tentare di spiegare a se stesso, gli impulsi che determinano la forza creativa. Nella poesia il sentimento gioca un ruolo determinante, con libertà di spirito spazia: fra emozioni di vita vissuta, sensazioni recepite o sofferte, a momenti di serena felicità. Nella pittura l’artista segue nelle sue tele il sogno dell’arte vivente dove ha sede una ragione estetica e cromatica, che modifica la comunicazione vera visiva, e la realizza con la purezza delle forme, con esecuzione moderna, dove gioca un ruolo importante: la precisione del disegno e l’abilità della costruzione chiaroscurale, che rivelano l’attenta sintesi della predisposizione ad una fine sensibilità ed esigenza nella resa cromatica. Scrive e dipinge per istinto, per la liberazione dell’anima, che lo porta ad una arte pittorica leggera e trasparente, dove il colore è steso con maestria ed efficacia con particolari effetti cromatici, per imprimere all’opera una impronta caratteriale: modulando e graduando toni e colori, in un difficile equilibrio compositivo, riuscendo a dare sempre incisività al soggetto, in felici soluzioni riuscite e realizzate.                                                                                      

(Lucia Mongardi)


E' come chiudere gli occhi e mischiare la propria anima al colore, alle parole rimaste in silenzio dentro te.
                                                                      
La pittura è per lui, istinto, liberazione dell'anima, ma anche precisione di disegno e abilità tecnica. La vita è una scoperta continua, un perenne "viaggio" alla ricerca di se stesso che Dente esprime sia con le parole che con il colore.  


(Faustina Tori)   


A volte basta avere un sogno da colorare per cominciare un'altra storia...
                                                                                                                     
E’ un gioco di rimandi e di accordi melodici, dove il sapiente uso dei chiaro scuri vela l’alter ego di figure concentrate su di se e rivolte su di noi, e svela la fragilità di anime alla deriva o forse più semplicemente ingabbiate in una realtà vuota e frivola. Ma la poesia emerge come linfa rigeneratrice nel magma sonoro dell’individualità, sprigionando l’altra identità, quella che si adagia tra perlacei frammenti di arte, colonna sonora di Dente e della sua forte personalità espressiva e intuitiva. I suoi dipinti sembrano omaggi a quella struggente bellezza della realtà nell’atto di smaterializzarsi in frammenti visivi, cristallizzati in sculture musicali.Un rincorrersi di emozioni contrastanti, un rifugiarsi nella quiete del movimento transitorio, una liquidità dei contenuti fissi nella solidità strutturale di tutto un universo nella spazialità infinita della tela.Tematica e tecnica sono la base di un realismo espressionista dove l’estetica riscopre il vero e irrompe nella suggestiva evacuazione del pensiero, per ritrovare il sapore e il colore della propria coscienza. L’andamento delle forme seguono l’andamento delle corde sensoriali. I tratti, adagiati tra le infinte sfumature di una pittura dalla voce intensa e avvolgente, si  rivestono di nuove percezioni per implodere nel flusso dell’energia cosmica.Una verticalità di scrittura cromatica che traduce il segno in poesia su tela, dove la voce del cuore combacia con quella della mente e il ritorno all’essere si dipana nella spazialità rarefatta e atemporale dell’anima.

(Antonella Iozzo)


Lascia libera la fantasia e guardati intorno, ogni emozione è fatta di luce.

L'estro creativo delle ultime opere, continueranno a far restare insoluti interrogativi e misteri che ancora oggi restano senza risposta. Forse la verità potrà essere fornita dal titolo della mostra scelto dall'artista stesso (Insert coin), forse basterà inserire una monetina per sapere cosa si cela dietro ai volti anonimi, quasi di matrice kostabiana ma decisamente più cupi ed espressionisti, dei suoi quadri.

(Federico Bellini)